teatro   circo   danza

Una vita a matita


di e con Quinzio Quiescenti e Lorenzo Covello

luci Petra Trombini

produzione Quintoequilibrio

con il sostegno di Piccolo Teatro Patafisico (Pa), Quattrox4 (Mi), Formicola Teatro (Roma)

distribuzione in collaborazione con Teatro Evento

per un pubblico di adulti e giovani a partire dai 12 anni



Spettacolo ospite all'inaugurazione del Premio Hystrio 2017

Vincitore del Minimo Teatro Festival VI

Per aver saputo coniugare elementi di comicità surreale attingendo tanto dal teatro e dal circo contemporaneo quanto dalle comiche del cinema muto. Intelligente e bizzarro è lo spunto di partenza, che dall'idea del compleanno riesce a raccontare le aspettative personali delle varie fasi della vita.”

Ogni anno nel mondo vengono festeggiati all incirca 7 miliardi di compleanni e 21 milioni di non compleanni, tra cui il più celebre quello del Cappellaio Matto. In seguito a studi di diversi istituti internazionali di ricerca, tra cui l' OMS, sono venuti alla luce dati preoccupanti relativi ai consumi e agli incidenti dovuti alle feste di compleanno."

Un laboratorio improbabile, due tute bianchissime, come oggetto di studio il compleanno. Due ricercatori sulla base di dati scientifici e statistici, sono alle prese con la sperimentazione delle giuste formule e tecniche per evitare catastrofi e sprechi durante i festeggiamenti . 

Pop corn e trombette, oggetti stereotipi di una ritualità fatta di forma e non di sostanza, sono gli strumenti di questi bizzarri ricercatori che danno così il via ad una serie di esperimenti tra l’assurdo e il reale, raccontati con acrobazie parole e piccoli gesti. Le candeline accese, che di anno in anno vediamo aumentare sulle nostre torte, raccontano i desideri e la vita che scorre tra ambizioni, sogni, perdite e aspirazioni. 

Un' indagine sulla natura umana ed i suoi aspetti agrodolci, che si compongono di gioia e malessere, felicità e nera tristezza. In questo mescolarsi di surrealtà, rigore scientifico e corpo prende così forma “una vita a matita” che attraverso uno slittamento di significato, mette in luce lo svuotamento del rito e il contrasto tra la festa e la tempesta che si incontrano ogni anno in questo giorno speciale.

TEMATICHE AFFRONTATE

Il tempo che scorre

La vita nel suo scorrere è come acqua che sgorga da una piccola sorgente per poi diventare rivolo, torrente, poi cascata, poi fiume poi foce per infine concludersi nel mare salato mutando in qualcosa di diverso per far parte di nuovo del tutto. Nasciamo, siamo bambini, adolescenti, ragazzi, adulti, anziani e poi mare.

Il tempo che scorre ci fa mutare e crescere, fa cambiare le nostre aspettative i nostri desideri. Siamo in continuo divenire e questo non lo facciamo mai da soli, ma insieme o in mezzo agli altri.

Il rito

Abbiamo ereditato un modo per ricordare a noi stessi e agli altri il significato della vita attraverso la concretezza delle azioni del rito, che ci dice chi eravamo, ci fa sentire quello che siamo e ci spinge a tramandare la stessa conoscenza a chi verrà dopo di noi.

LA METAFORA UTILIZZATA

Il compleanno

Nel compleanno abbiamo trovato la metafora perfetta per sviluppare il nostro progetto. É un rito che, se svuotato del suo significato e vissuto nella sua forma e non nella sostanza, si trasforma in una scatola vuota di senso fatta di orpelli: pop-corn, cappellini, trombette, bigliettini di auguri, regali, addobbi, fotografie, luci, musica e danze ed in fine la torta. Elementi con i quali volendo si può interagire senza per forza comprendere il valore di ciò che concorrono a creare.

Non a caso i personaggi dello spettacolo sono due ricercatori scientifici che al principio si concentrano sui dettagli tecnici e formali degli oggetti da analizzare, fino a perdersi in un vortice di azionie giochi surreali che potrebbero declinare all'infinito, distraendosi da quello che era il loro obiettivo originario.

OBIETTIVI DEL PROGETTO E FINALITA' DEL MESSAGGIO

Un rito senza i suoi protagonisti fondamentali,gli esseri umani(gli amici, i familiari, i compagni di giochi) è solo una tecnica esposizione di materiali e oggetti.

Il rito del compleanno, nel suo senso più profondo invece, serve a ricordarci il tempo che scorre in questa linea immaginaria che segna le tappe della vita da “torrente a mare”. Nel giorno del nostro compleanno ci è concesso di tirare le somme di ciò che è abbiamo vissuto fin'ora ed esprimere un desiderio verso ciò che vorremo accadesse nel futuro. E lo facciamo circondati dalle persone più care, attraverso un'azione che ha radici antiche: spegnendo una candelina, così che il suo fumo, una volta soffiata via la fiamma, possa portare il nostro desiderio verso l'alto, verso le stelle[de-siderare: “interrogare le stelle”]

Allora, proprio quando ci accorgiamo che stiamo girando attorno alle cose, senza in realtà andare da nessuna parte, che ci manca il calore delle cose vere, dell'essere umano, bisogna avere un piccolo moto di rivolta e decidere di tornare alle cose semplici ma piene di senso.

Così succederà ai nostri due ricercatori, che troveranno una conclusione solo fermandosi e facendo un passo indietro, fino al motivo originario per cui avevano cominciato la loro ricerca: a cosa serve desiderare?

I desideri

I nostri desideri sono alla base della nostra capacità di realizzarci, ci permettono di immaginare e dunque costruire il nostro modo di scorrere nella vita, ma cambiano con il passare del tempo. Da piccoli sono rivolti al presente, spesso a realtà fantasiose ed immaginarie, a cose che riguardano noi che viviamo in un mondo che ancora non conosciamo. Da adulti i nostri desideri diventano più interiori a volte idealisti, rivolti al futuro, perchè il mondo cominciamo a conoscerlo e cresce in noi la sensazione di essere attori responsabili di quello che verrà. Da anziani i desideri sono spesso rivolti verso gli altri, mentre si guarda alla propria vita ricordando il passato (come sfogliando un album di fotografie), si desidera qualcosa per qualcun altro e questooffreuna possibilità di prolungamento della propria vita attraverso quella di un'altra persona.

Il desiderio mette in moto.

Scrivono di noi

Filippa Ilardo - Hystrio n.2 2017

[...] Sviluppando un’idea di fulminante stravaganza, quella di una festa di compleanno, il duo Quinzio Quiescenti e Lorenzo Covello disegna, con uno scandaglio al microscopio di dettagli insignificanti della contemporaneità e del consumismo, uno spettacolo di ironica ilarità. Due strambi scienziati in tuta bianca anatomizzano, in vari capitoli, tutti gli elementi tipici del compleanno: il pop corn, la lingua di menelik, il regalo, la torta, fino all’espressione del desiderio, ultimo atto dell’essere umano a contatto con la sua sostanza più vera. Colpisce del duo la capacità di mischiare molteplici linguaggi, creando un effetto di comico cortocircuito nell’applicazione del linguaggio freddo e asettico della scienza all’esilarante analisi di un pop corn. Ne viene fuori uno spassoso contrappunto capace di prendere in giro tanto la scienza - con il suo prendersi troppo sul serio – quanto il pop corn – simbolo della inconsistenza di un mondo che non si prende mai sul serio. E’ la vertigine del dettaglio il dominio gigantesco del particolare, l’esilarante blow up di una trascurabile inezia che diventa nonsense e rende tanto più astratto ciò che più minuziosamente viene descritto. Dall’iperrealismo scientifico si scivola così verso un surrealismo giocoso e anti-narrativo, un monumento alla scienza del paradosso. A rendere vaporoso lo spettacolo, le dinamiche controscene ispirate alle comiche del cinema muto e al circo contemporaneo, un teatro fisico fondato su una comicità che sperimenta il linguaggio del corpo con gag tanto semplici quanto efficaci. La festa di compleanno diviene quindi il pretesto per raccontare un essere umano che ha perso la sua capacità di analisi e osservazione della realtà, nella società dell’eccesso.


 Arianna Lomolino - Hystrio n.3 2017 - Premio Hystrio

[...] Uno spettacolo delicato, brioso, spumeggiante. L'ironica intesa tra i due attori-autori-registi travolge il pubblico. Le feste di compleanno sono troppo dispendiose, oltre che pericolose, bisogna provvedere, informare. Così, in due tute bianche da tecnici, Quinzio Quiescenti e Lorenzo Covello si lasciano andare a una buffa illustrazione delle varie fasi della festa. La scena si tinge di malinconia in occasione delle foto di gruppo, le luci si attenuano, rimangono le candeline della torta a illuminare, quanto basta, la scena, sempre più raccolta intorno a una riflessione sul bisogno di semplicità.


Valentina Crosetto - recensito.net

[...] Tra gag alla Buster Keaton e i numeri esilaranti da acrobati-mimi-giocolieri, lo slittamento di significato verso l'indagine più profonda sulle gioie e le amarezze cui la società conformista di oggi ci costringe è servito. [...] Negli anni Cinquanta il “Mattatore” volle rompere con gli schemi e le tradizioni del teatro come cerimonia borghese trapiantandolo nella sede mobile per eccellenza, quella del tendone da circo. Oggi, a distanza di sessant’anni, Quiescenti e Covello invertono l’operazione coniugando comicità e giocoleria al di fuori di esso.